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Lorena Torresan

Beroep
Plaats
Di una cosa sono convinta, che c'è sempre un gatto, per ognuno di noi. Un gatto che entra nella nostra vita, magari per caso, magari di soppiatto, e vi lascia un'impronta.
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La gatta e la coperta

I gatti raramente commettono un errore, e mai per la seconda volta
Foto 1 van 87
23 januari

Trasloco

 
A furor di popolo, ma soprattutto perchè l'ho deciso io (e ho constatato che con l'html ce la posso fare, almeno un minimo):
 
ME NE VADO!
 
Il trasloco sta avvenendo in questi giorni, ma da ora in poi per poter leggere ancora La gatta e la coperta cliccate qui.
Quindi non c'è bisogno di essere sentimentali, perchè continuerò ad infestare il web come prima, solo in una veste nuova.
E poi per le foto che con tanta fatica ho caricato qui su msn lascerò questa pagina attiva.
(Anche perchè, questo sì, un pò sentimentale lo sono e mi dispiace perdere tutto quello che ho scritto qui).
Arrivederci.
 
 
 
22 januari

Primarie

 
 
Amici e amiche, dopo aver fatto l'account con splinder la tentazione di cambiare è forte.
I blog su splinder sono così stilosi...
Voi che cosa mi consigliate?
21 januari

Cultura Signori, Cultura!

 
A volte basta guardarsi intorno per rallegrarsi la giornata.
O per intristirsi profondamente.
Fate voi.
 
20 januari

Reverie

 

Le aspettative erano alle stelle, indubbiamente alle stelle. Dopo The Eternal Sunshine ci si aspettava la stessa magia. E magia abbiamo avuto, anche se giustamente di tipo diverso. Tanto per cominciare non si è pianto, ma si è riso (in certi momenti anche tanto, ci piace il surreale, ci piace).
L’Arte del sogno parla di sogni, appunto, intesi in senso lato. Parla di come vivere nei propri pensieri porti inevitabilmente al distacco dalla realtà.
E’ la seconda volta in pochi giorni che fonti esterne a me stessa mi parlano di queste cose. La prima volta è stato un racconto sul numero natalizio di Internazionale, scritto da Nora Ephron ( sceneggiatrice di Harry ti presento Sally, tra l’altro e giusto per intenderci). Il racconto non è granché, ma una cosa mi ha colpito. La protagonista (la scrittrice stessa) si inventa di sana pianta amicizie immaginarie con persone più o meno conosciute
Magari starete pensando che siccome Lee era un amico vero, averlo come amico immaginario era superfluo. Niente di più sbagliato. Durante i miei dialoghi interiori con lui non mi è mai venuto l’istinto di tirar su la cornetta e chiederglielo.”
Persone che vivono nella propria immaginazione una sorta di vita parallela. Come Gael nel succitato film.
Io sono così. Se i pensieri si tramutassero automaticamente in parole scritte avrei già completato decine di migliaia di sceneggiature possibili della mia vita. Fantastico su qualsiasi cosa sin da quando ero bambina. Al contrario di Gael, però, non lascio troppo posto al surreale. I miei filmini (così li chiamò una mia amica alle medie, e da allora li chiamo così anche io) devono essere realistici e potenzialmente realizzabili. Faccio sceneggiature solide io, che vi credete. Quando morì mio nonno materno (io avevo 8 anni) cercai per più giorni di immaginarmi un modo realistico per cui lui potesse ritornare in vita (ovviamente ho desistito presto). E per lunga parte dell’infanzia ho immaginato modi per poter spiccare il volo (il mio preferito era a bordo di una scopa).
Lo faccio anche ora, di immaginarmi una vita che non c’è. Solo sono cambiati i soggetti. Spesso improvviso degli interlocutori, conosciuti o sconosciuti, esistenti o inesistenti (ultimamente preferisco gli sconosciuti, ma probabilmente è una fase).
Cerco di costruire i dialoghi con dovizia di particolari: io ora dico questo, lui o lei ora dice questo. Dove siamo? Perché siamo lì? A volte mi dico anche: ma che te frega, è solo immaginazione, cosa importa dove siete? Ma se no non funziona: devo crederci a quello che sto pensando. Se no smetto.
Se proprio non so chi immaginarmi, parlo a me stessa: Dunque Lorena, oggi è il 20 gennaio 2007. Quanti anni hai? E che cosa stai facendo nella vita? Alle volte, quando sono proprio ispirata, racconto la mia vita ad un immaginario pubblico, come farebbe la voce narrante di una storia: Quella che vedete lì per strada che cammina infagottata nella sua sciarpa a righe viola è Lorena…
Certi periodi lo faccio di più, altri di meno, ma l’ho sempre fatto. Credo che lo facciano tutti, certo è che io sono una stackanovista dei filmini. Tanto per fare un esempio, capita che mi addormento su un filmino che poi riprendo e termino la sera dopo. 
 
"Sto cercando di rimanere chiuso nel mio cervello, ma voi continuate a bussare."
 
Il problema è quando l'immaginazione prende il sopravvento non tanto sulla realtà, chè qui mica siamo tutti matti, ma sulla capacità comunicativa.
 
 
Gael in questo film candidato alla sezione maschile del Club. 
18 januari

Terza età

 
Questa simpatica mattina mi è arrivata via posta una altrettanto simpatica lettera in cui mi si invitava gentilmente ad abbonarmi a questa rivista.
 
No, dico, avete visto bene? CLUB 3!!!!!!!!!!!!!!!! La rivista per gli anziani. Ma poi, vogliamo parlare della copertina? Mamma mia, la summa del trash! Non so neanche se linkarla davvero, tanto è brutta. Non la si può guardà, davvero non la si può guardà.
 
Però piglia male a ben pensarci: che sia un segno del destino? Che forse qualcuno, qualcosa, nonsissacchè mi voglia far presente che il tempo passa ogni giorno più velocemente? Che bisogna cogliere l'attimo e vivere ogni momento come se fosse l'ultimo? Che un giorno, senza neanche accorgermene, mi sveglierò e sarò vecchia e non ci sarà più modo di riparare agli errori e di avere la vita che vorrei?
 
Ma và, và...da quando credo al destino io? (da quando "credo" in qualcosa io?)
17 januari

A mille ce n'è...

 

Ore 19:40 (circa), a tavola con i miei per cena. Televisore acceso: pubblicità. Ad un certo punto una soave melodia mi porta indietro nel tempo, ma anni e anni eh:
 
 
SONO TORNATE LE FIABE SONORE!!!!!!!!!!!!!!!!
 
Che emozione! Come mi piacevano quando ero piccola piccola.
Le cassettine recitavano a voce quello che era scritto nei libricini. Io le avevo t-u-t-t-e.
In casa mia le fiabe sonore sono diventate oggetto di miti e leggende e il loro ricordo viene tramandato in maniera rituale ai pranzi di famiglia.
Narra mia madre che io, ancora analfabeta perché frequentante l’asilo, avessi l’abitudine di ascoltare le cassettine guardando i libricini. Solo che a quanto pare io ero in grado di seguire quello che veniva letto e di tenere il segno con le dita: se la voce suadente e impostata della cassetta diceva “Cappuccetto Rosso andò nel bosco” io con le mie ditine indicavo la stessa frase. Come farebbe una persona che sa leggere, solo che io leggere non sapevo (magia, eh?!).
Chissà poi se ciò corrisponde a verità o se, come spesso accade, mia madre si ricorda quello che vuole. A me piace molto molto l’idea di essere stata una bimba prodigio (si si, esagero!).
L’ossessione per quelle cassettine è stata tale che ancora oggi, dopo 20 anni, mio padre si ricorda tutta la sigla, il cui motivetto abbiamo sentito stasera alla tivvù. Non deve essere stato divertente avermi come figlia, in quei duri anni: non oso immaginare le millemila volte che le devo aver ascoltate!
Un’altra cosa che mi piace pensare è che quelle cassettine siano state per me una sorta di imprinting letterario: chissà, forse devo anche a loro il mio amore per tutto ciò che è parola scritta e narrata.
 
Ad ogni modo, rieccole sul mercato. Quasi quasi mi commuovo (ma no, dai…).

A mille ce n'è
nel mio mondo di fiabe da narrar
Venite con me
in questo mondo
fatato per sognar
Non serve l'ombrello, il cappottino rosso, la cartella bella per venir con me
Basta un po' di fantasia e di bontà

Finisce così
questa favola breve se ne va
Il disco fa clik
e vedrete tra un po' si fermerà
Ma aspettate e un'altra ne avrete
"C'era una volta" il cantastorie dirà
e un'altra favola comincerà
 
(Ho anche scoperto che su Internet le Fiabe Sonore vanno a ruba...)
 
Tanto per bullarmi ricordo a chi lo sa già e mi invidia tantissimo che io l’altra sera ho visto quest’uomo:
 
 
Ps. Tristezza di fronte all’elenco dei partecipanti del Festival di Sanremo. Ma davvero Daniele Silvestri ha bisogno di andare in quel postaccio per promuovere il suo disco?
Dico a te Daniele, ma davvero pensi che non avremmo scaric…emh…comprato il tuo disco?
Ma se quest’estate sono pure venuta a vederti suonare, e non hai neppure fatto Occhi da orientale così la mia amica Claudia ci è rimasta male.
Non si fa così. Promettici almeno che questa estate farai uscire un singolone cazzuto e noglobal friendly che ci faccia sentire tutti compagni e uniti come certe tue vecchie hit che ci piacciono tanto.
 
16 januari

Amenità

Le cose stupide che avevo da dire le ho già scritte qui (lo so che si era detto di non pubblicizzare il Blog, ma tanto qualcun'altro ha già fatto il danno prima di me).
Questo è quello che sto leggendo in questi giorni:




Consigliato non tanto agli amanti dei gatti quanto agli orientofili (ad essere precisi si tratta del Giappone, ma si sa che siamo tutti occidentocentrici e un paese orientale vale l'altro). La copertina poi non ci azzecca niente, però un gatto nero di schiena fa sempre il suo effetto.

14 januari

Demotivazione

 
Oggi un'amica parte e se ne va incontro al suo futuro. Amicizie sparse per il mondo, ormai. Sono ben lontani i tempi in cui ero io quella sempre in viaggio.
 
Vorrei avere cose divertenti e interessanti da dire. E invece no. Urge rivisitazione blogghesca.   
 
31 december

Arriva il 2007

 
Per ogni anno che finisce si sprecano i buoni propositi e i desideri espressi di un avvenire migliore.
Forse è inevitabile, la fine di un anno scandisce il passare del tempo.
Ma quest'anno non mi va tanto, un pò perchè Capodanno arriva un pò a sospresa, un pò perchè non serve a granchè.
Ci sono cose che vorrei, così come ci sono cose che non vorrei. Ma poco importa, in fondo, perchè la vita fa sempre quello che vuole.
 
 
"Ricardo Reis sale lentamente le scale, stanco, sembra il personaggio di quelle caricature da rivista o delle vignette d'epoca, l'anno vecchio carico di capelli bianchi e di rughe, con la clessidra ormai vuota, che si allontana nella tenebra profonda del tempo passato, mentre l'anno nuovo si avvicina in un raggio di luce, grassottello come i bambini della farina lattea, che dice, in cantilena, come se ci invitasse alla danza delle ore, Sono il millenovecentotrentasei, siate felici con me. Entra in camera e si siede, ha il letto pronto, cambiata l'acqua nela bottiglia per le arsure notturne, le pantofole sul tappeto, qualcuno sta vegliando su di me, angelo custode, grazie. Per strada si sente un baccano allegro, già son suonate le undici, ed è allora che Ricardo Reis si alza bruscamente, quasi violento, Che me ne sto a fare qui, tutti a festeggiare e a divertirsi nelle loro case, nelle strade, alle feste, nei teatri e nei cinema, nei casinò, nei cabaret, che io me ne vada almeno al Rossio a guardare l'orologio della stazione centrale, l'occhio del tempo, il ciclope che non scaglia roccie, ma minuti e secondi, altrettanto crudeli e pesanti, e che io devo continuare a sopportare, come li sopportiamo tutti, fino a che l'ultimo e tutti insieme mi facciano schiattare una buona volta, ma così no, così a guardare l'orologio, qui, qui seduto, curvo su me stesso, qui seduto, e, finito il soliloquio, si è messo l'impermeabile, ha calzato il cappello, afferrato il parapioggia, energico, un uomo è subito un altro uomo quando prende una decisione"
José Saramago, L'ultimo anno di Ricardo Reis
 
 
E A TE CHE STAI LEGGENDO...BUON ANNO, DI CUORE! 
 
25 december

Natale

 
AUGURI!!!
 
 
  
Torno oggi dopo che da un pò di tempo latitavo. Ho latitato in generale nella mia vita, in realtà. I giorni prima di Natale poi sono sempre tremendi. Una povera persona che si è ridotta a fare i regali all'ultimo per necessità e non per propria sbadataggine si trova ad affrontare fiumane di persone incattivite che si avventano sugli ultimi articoli da regalo.
Come dire...Buon Natale!
Poi il Natale arriva, e meno male, perche c'è proprio bisogno di riposare!
Voi come avete passato il vostro Natale? Siete per aprire i regali la mattina del 25 o la sera del 24 (io il 24, subito dopo cena, senza neanche aspettare la mezzanotte...)?
Vengono da voi mille parenti o siete voi ad andare a infestare le case altrui?
E c'è ancora qualche sfigato che come me festeggia anche il 26 con la famiglia? E quali sono i piatti tipici di cui a Natale non potete fare a meno?
Ma soprattutto...che cosa vi ha portato Babbo Natale?
 
 
Spero che il vostro sia stato davvero un Natale felice...
 
 
10 december

Che fatica la vita

 
Ce la farò a riprendere possesso della mia vita?
Che delirio di periodo...
 
E voi? Passato un buon ponte?
 
 
 
14 november

Ma soprattutto peeerchè??


Ieri sera il Giovanni Lindo Ferretti mi si presenta da Ferrara (Ferrara?) a narrare della sua conversione alla fede (eh?), del suo  commuoversi di fronte ai tramonti (e va beh) e del suo voto a centro-destra (!!!!).

A questo punto avevo già cambiato canale.
Qualcuno mi dica che è uno scherzo.

08 november

Happy Birthday to...me!

 
 
Ebbene sì, oggi proprio mi è scappato di compiere un quarto di secolo.
So che tutti aspettate con ansia un post sdolcinato e melanconico sul tempo che passa, la gioventù che se ne va, etc etc etc.
E invece no!
Niente smancerie.
Da quest'anno in poi il compleanno sarà solo una una scusa per mangiare un sacco, farsi fare delle torte, avere dei regali da scartare, estorcere dei soldi a chi non sa che regalo fare e leggere tanti messaggini carini. Un pò come il Natale, per intenderci, ma più specifico in relazione alla persona.
Eccheccavolo, mica capita tutti i giorni il compleanno!
E poi, diciamocelo, non è proprio più il caso di badare troppo al tempo che avanza, il valore dell'età inizia ad avere troppa consistenza.
Come dire, tra un anno scadranno anche gli sconti a teatro!!! Meglio non pensarci, no?
 
Oggi, post autodedicato.
05 november

Fascisti su Marte

                         
 
 Il Capitano Barbagli fa bella mostra dei suoi italici bicipiti all'intonar del grido "Duce, Duce!"


Da quando Corrado Guzzanti ha quel fisico? Dove lo teneva nascosto? O forse solo io non me ne ero mai accorta?
Ieri sera, tutti arruolati per assistere alla proiezione del nostro Corrado nazionale.
Effetti a breve termine della presa visione del film: immediata ridenominazione dei Panettoni da strada in Mimimmi.
Effetti a medio termine della presa visione del film: un pomeriggio di cazzate via sms con le amiche in cui è emersa una verità (vedi sotto).
Effetti a lungo termine: da stabilirsi.
Verità emersa: Corrado Guzzanti entra di gran passo nelle classifiche "Uomo della mia vita" di alcune di noi (al mio primo posto rimane un indefesso che alcuni leggendo sapranno individuare, altri no...e che, mica posso dirvi tutto!).
Verità nascosta (neanche troppo): molti sono stati i momenti in cui il mio stato di veglia ha vacillato...ma ero stancaaa!!
 
 
 
Spingitori di spingitori di cavalieri...così...quando meno ve lo aspettavate! (E senza nemmeno un senso)
29 oktober

Finale di partita

 
Nell      Non bisogna ridere di queste cose, Nagg. Perchè fai sempre così?
Nagg    Parla piano!
Nell      Non c'è niente di più comico dell'infelicità, te lo concedo. Ma...
Nagg    Oh!
Nell      Sì, sì, è la cosa più comica che ci sia al mondo. E ci faceva ridere, ci faceva ridere di cuore, i primi tempi.
           Ma è sempre la stessa cosa.
           Sì, è come la barzelletta che ci raccontano troppe volte, è ancora una buona barzelletta ma non ci fa più ridere.
           Hai altro da dirmi?
 
Samuel Beckett 
27 oktober

Lo strano caso del lampadario scomparso

 
"Lorena, dove è finito il tuo lampadario?"
Questa domanda postami da mia madre una decina di giorni fa a cena mi lasciò interdetta.
"Come dov'è?! In camera, appeso al soffitto."
"No, non c'è più. Me ne sono accorta ieri sera."
"Figuriamoci."
"Si si, è vero."
Non fidandomi, decisi di andare a controllare.
Il lampadario non c'era più.
"Mamma, dai, alla tua età a fare questi scherzi."
"Non è uno scherzo."
"Ma dai!! E allora dov'è finito?"
"Non lo so, giuro che io non sono stata. Sono stupita quanto te"
Mia madre aveva ragione, lei non era stata.
Però il lampadario non c'era più. E in generale non lo si è trovato neanche cercandolo per tutta la casa.
Trattavasi di modello Ikea in carta di riso. Euro 4,50. Niente di che, ma a me piaceva.
 
Passano i giorni. Nel frattempo eravamo riuscite a formulare un'unica ipotesi degna di un senso.
Il lampadario doveva essersi staccato a causa del vento un giorno che mia madre aveva lasciato le finestre aperte. E poi doveva per forza essere volato via. Non c'erano altre spiegazioni.
L'altra sera mio padre rincasa tutto divertito. In mano, il mio lampadario tutto stracciato e sporco.
"L'ho trovato giù in strada."
L'abbiamo dovuto buttare via.
Peccato, mi piaceva l'idea di un lampadario che un giorno prende il volo e se ne va verso terre lontane.
Invece è finito a 10 metri da casa mia, e alcune macchine devono pure essergli passate sopra.
Destino infame.
 
23 oktober

E' proprio vero che tira più...anche nella terza età

 
Stamattina, casa mia

Mia Nonna Virginia (tipica nonnetta sull'ottantina, con capelli grigi, bassina, un pò curva con la schiena): Certo che ce n'è di scemi in giro.
Io: Eh si.
Nonna: Ora ti racconto una cosa che ti farà ridere.
Io: Dimmi nonna.
Nonna: Ieri stavo aspettando la coriera (con una erre) e un mio vicino di casa si avvicina con la macchina. Mi chiede se voglio un passaggio. E io gli dico di si gli dico, cosa dovevo dirgli? Così salgo...e lui non mi fa le avances (pronuncia come si scrive)?!?!
Io: Ma dai!
Nonna: Eh si eh, guarda, certi idioti si incontrano. Ma io gli ho detto su è...mica sono una di quelle io. Glielo ho detto che io sono cativa (con una c). Di stare attento che io sono cativa.
Io: Ma dai! Ma era anziano questo signore?
Nonna: Dice che ha la mia età.
Io: Accipicchia.
Nonna: Come se non avessi già i miei problemi io. Figurarsi. Ho pure fatto per scendere dalla macchina. Ma stava andando. Figuriamoci. Guarda, proprio degli imbecilli si incontrano.
Io: (senza parole)
Nonna: E' la prima volta sai, da quando è morto il nonno. E sì che sono 10 anni. Ma insomma, io non sono proprio così. Ma tutte a me mi devono capitare?
Io: (senza parole, ma sotto i baffi quanto sto ridendo...)
Entra mia madre: "La nonna ti ha raccontato?"
Io: "Eh si eh...che ridere!"
Mamma: "EH si, che ridere."
 
E così mi sono persa una delle scene più esilaranti degli ultimi tempi. Quanto avrei pagato per assistervi...non stento ad immaginarmi mia nonna che minaccia con la borsetta questo pover'uomo.
E non so cosa darei per sapere le parole esatte che quest'uomo ha usato per "provarci" con mia nonna.
Come dire...per certe cose non è davvero mai troppo tardi.
 
22 oktober

Changes

In attesa di una triste serata casalinga, mi sono ritrovata a sperare in una sorprendente seconda serata.
Perchè è inutile, ormai i Griffin battono i Simpson 10 a 1 (e comunque stasera non ci sono, ma come accidenti funziona il palinsesto quest'anno?; un solo commento: uffa).
 
 
 
03 oktober

Il peso specifico delle persone

 
Difficile stabilire il peso specifico che ogni persona possiede nella nostra vita: non esiste una bilancia apposita e, anche se esistesse, credo che saremmo spesso troppo occupati per utilizzarla in modo sensato. Eppure è una cosa su cui ogni tanto varrebbe le pena di riflettere.
Ci sono persone che ci sono sempre state e che ci illudiamo saranno sempre con noi, perchè per il momento non vi è motivo di ritenere che un giorno le cose andranno diversamente;
ci sono persone che ci sono non dico da sempre, ma quasi, e il ricordo di una vita senza di loro è così lontano che non ha neanche senso pensarci;
ci sono persone che ora non ci sono più, epperò una volta eccome se c'erano, perchè accidenti se la strada con loro non è stata più che significativa: alcune di queste ci hanno fatto del bene ed è bello pensare ai momenti condivisi con loro, anche se con una vena di tristezza, altre invece hanno portato tempesta dove forse fischiava già un pò di vento e la loro eredità e di difficile (e dolorosa) gestione;
ci sono persone che è vero che oggi ci sono, e forse si tratterà di un oggi molto lungo, ma che domani non ci saranno più, e non è detto che se ne sentirà la mancanza;
ci sono persone inafferrabili, forse immaginate, che sono là in qualche posto lontano e se non si perde troppo tempo ad interrogarsi sulla loro esistenza si potrà apprezzarne il significato per quello che essi rivestono, almeno per noi;
ci sono persone che sono solo voci nell'aria che un giorno ci si è fermati a sentire;
ci sono persone lontane più forti della distanza, talmente forti che bastano poche parole al telefono per cancellare i chilometri;
ci sono persone che hanno bisogno solo di un secondo per mostrarci quanto profondamente saranno in grado di cambiare la nostra vita.
28 september

In trasferta

 
Ho provato per giorni a fare l'accesso a msn per dare testimonianza della mia trasferta a Parma, ma niente, ci sono riuscita solo oggi e solo ora, con la valigia già pronta per il ritorno.
Questa volta è stata particolarmente dura, ci sono stati momenti di violenta nostalgia. Forse perchè era la volta della fine di tutto. Tutto cambia: c'è chi resta ma fa una vita diversa e c'è chi proprio se ne va. Poi mi hanno demolito il palazzo fatiscente dove i giovani graffittari venivano a fare i loro capolavori. Queste cose non si fanno, ci sono rimasta male. Anche sapere che la caposcala del mio vecchio condominio è morta...quante cose sono successe in un anno.
Il momento più ricordoso però è stato quando sono andata al centro commerciale Panorama. Era tre anni che non mettevo piede lì dentro e sono stata assaltata da cose sepolte nell'archivio dei ricordi. Che poi lo so che succede così, l'ho anche ripassato la settimana scorsa per l'esame di stato, ma fa effetto lo stesso.
 
Momento ilarità.
Poco fa è passato il padrone di casa di Teresa, da cui sono ospite, perchè voleva controllare il lavoro fatto dall'idraulico. Io ero in casa da sola e praticamente in pigiama, perchè non avevo fatto in tempo a prepararmi prima dell'arrivo dell'idraulico di cui sopra. Fatto sta che il padrone di casa (un arzillo vecchino parmigiano) mi guarda e con fare simpatico mi dice: "Signorina, ma sa che ha proprio delle belle gambe? Non si offende vero?" (il pigiama era costituito da un paio di pantaloncini corti e una maglietta, che se no non si capisce perchè lui mi abbia guardato le gambe).
Ma dico io, è proprio vero che tira più...
Insomma, non si può proprio dire che la sottoscritta abbia queste cosce da concorso di bellezza. E se così non è (e così non è) allora è solo una questione di, come dire, carne fresca, vista l'innegabile differenza di età.
Certo che ce n'è di rattusi in giro (dicesi rattuso: uomo di una certa età particolarmente interessato alle giovani rappresentanti del genere femminile)!
Ora quando torna Teresa glielo racconto...chissà le risate!
 
17 september

Niente e così sia

 
Il vento d'inverno gela di nuovo e boschi della mia Toscana ed Elisabetta m'è venuta accanto nel letto, minuscola indifesa contenta. "La luna, guarda la luna!" Una nave spaziale con tre uomini a bordo sta orbitando la luna, presto altri vi sbarcheranno ad allargare i confini della nostra perfidia e del nostro dolore: guardala, eccola sulla schermo della TV. Ho amato molto la luna, ho invidiato molto chi ci sarebbe andato. Ma ora che la guardo, così grigia e vuota e priva di bene, di male, di vita, già sfruttata per farci dimenticare le colpe, le infamie di qui, per distrarci da noi stessi, ricordo una frase che tu mi dicesti, Francois: "La luna è un sogno per chi non ha sogni". E preferisco questa palla verde e bianca e azzurra e brulicante di bene di male di vita che chiamano Terra. E' una palla avvelenata, lo so, e a toccarla a starci si muore, lo so: la vita. francois, è una condanna a morte. Però hai ragione a non dirmelo. E proprio perchè siamo condannati a morte bisogna attraversarla bene, riempirla senza sprecare un passo, senza addormentarci un secondo, senza temere di sbagliare, di romperci, noi che siamo uomini, nè angeli nè bestie ma uomini. Vieni qua, Elisabetta, sorellina mia. Un giorno mi chiedesti cos'è la vita: vuoi ancora saperlo?
"Si, la vita, cos'è?"
"E' una cosa da riempirla bene, senza perdere tempo. Anche se a riempirla bene si rompe."
"E quando si è rotta?"
"Non serve più a niente. Niente e così sia."
Oriana Fallaci
02 september

Settembre...progetti?

 
Dunque...è settembre: è giunto il momento di farsene una ragione, ormai non c'è più niente da fare.
Il vento è quello di settembre (fresca tramontana pre-autunnale), il mare è quello di settembre (per me, già troppo freddo), la spiaggia è quella di settembre (che tristezza gli stabilimenti che chiudono, ogni anno mi sembra una ingiustissima condanna, come se l'estate dipendesse da un ombrellone o da una sdraio), le sere sono quelle di settembre (ma proprio non ci deve essere NULLA da fare a settembre?...ma che è? non è già abbastanza triste così?).
Dicevo...è settembre.
Non ne sono contenta, non ne sono mai stata contenta.
E poi quest'anno ho troppi punti interrogativi di fronte a me, che mi guardano sospetti...il confortante caldo estivo già mi manca.
 
Mi è capitato di rileggere la me stessa di qualche anno fa attraverso le parole di un'altra persona...come mi prendevo sul serio!
Certo che l'adolescenza è proprio un periodaccio. E' una cosa che nei momenti tristi bisognerebbe ripetersi, tanto per tirarsi su il morale: ma non ti ricordi com'era essere adolescente?
 
Progetti di settembre...troppi.
 
 
 
22 augustus

Ritorni, viaggi

 
A piedi e con cuore leggero m'avvio per libera strada,
In piena salute e fiducia, il mondo offertomi innanzi,
Il lungo sentiero marrone pronto a condurmi ove voglia.
 
D'ora in avanti non chiedo più buona fortuna, sono io la buona fortuna,
D'ora in avanti non voglio più gemere, non più rimandare,
non ho più bisogno di nulla,
Finiti i lamenti celati, le biblioteche, le querule critiche,
Forte e contento m'avvio per libera strada.
 
La terra, e tanto mi basta,
Le stelle non scendan più accosto,
So che stanno assai bene dove sono,
So che bastano a quelli che appartengono ad esse.
 
(Eppure io porto anche qui i miei antichi, soavi fardelli,
Li porto, uomni e donne, li porto con me dove vado,
Dichiaro che mi è impossibile riuscire a disfarmene,
Io sono colmo di essi, e li colmerò a mia volta.)
 
                                                     W. Whitman, "Canto della strada"
 
 
Partire, viaggiare, tornare...ricordi che si susseguono, immagini al rallentatore che ritornano.
Ogni viaggio è un microcosmo di vita che nasce e si esaurisce, modificando le cose ma lasciandole allo stesso tempo intatte.
E ora rieccomi qua.
 
 
 
11 augustus

Vacanze, partenze

 
 
Da meno di 24 ore posso dire di essere, finalmente, in vacanza.
E' una strana sensazione dopo tutto questo tempo, dopo tutti questi mesi caldissimi in cui stoicamente ho macinato chilometri con la mia macchinina per recarmi al lavoro.
Sensazione di libertà, forse un pò anche di vuoto.
Ma i programmi sono ottimi, e le valigie pronte per essere riempite. Di vestiti, ma non solo.
Ci sono cose perse da ritrovare, lungo il cammino, pezzetti di sè da ricostruire...e, va beh, anche del gran casino da fare!!! (Perchè vanno bene i viaggi dell'anima, ma anche il divertimento vuole la sua parte.)
Io mi sono resa conto di avere perso molte cose che mi appartenevano, che sono sempre state mie. Ad essere sincera credo che me le abbiano rubate.
Non so se sarò in grado di recuperarle, però. Eppure erano preziose.
La prossima volta starò più attenta.
 
A tutti quelli che hanno perso qualcosa, buona ricerca.
Agli altri, comunque, buone vacanze!
 
 
Aggiornamento pre-partenza. In questa giornata dedicata alla masterizzazione di cd utili per il lungo viaggio che mi (ci) aspetta, mi sono imbattuta in una canzoncina che fa proprio al caso mio...come dire...ce la posso fare!!
 
 
WE CAN WORK IT OUT (The Beatles)
 
Try to see it my way
Do I have to keep on talkin' 'till I can't go on
While you see it your way
Run the risk of knowing that our love may soon be gone
We can work it out
We can work it out

Think of what you're saying
You can get it wrong and still you think that it's alright
Think of what I'm saying
We can work it out and get it straight or say good night
We can work it out
We can work it out

Life is very short
And there's no time
For fussing and fighting my friend

I have always thought
That it's a crime
So I will ask you once again

Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way
There's a chance that we might fall apart before too long
We can work it out
We can work it out

Life is very short
And there's no time
For fussing and fighting my friend
I have always thought
That it's a crime
So I will ask you once again

Try to see it my way
Only time will tell if I am right or I am wrong
While you see it your way
There's a chance that we might fall apart before too long
We can work it out
We can work it out  
 
21 juli

Sincerità

 

Ho il vizio della sincerità, ne sono consapevole. Ho proprio il culto della sincerità, del dire ciò che si pensa e ciò che si è fatto, soprattutto quando la cosa coinvolge altre persone.

Mi rendo conto: non tutti sono come me. E non è facile: più volte mi sono scontrata con questo problema, poiché commetto un errore logico dando per scontato che il mio essere sincera implichi l’altrui sincerità.

Ovviamente non è così…il ridicolo è che ne sono consapevole, ma ci casco sempre.

Forse perché si tratta di cose che comunque tollero poco.

E’ vero che la verità non esiste, che la vita è tutto un gioco di interpretazioni e di punti di vista…è vero. Ma non credo che giocare su questo fatto a proprio favore sia moralmente accettabile. Non nel mio sistema di valori, ad ogni modo.

Chi mi conosce sa che sono una persona che nella vita ha fatto casini…però mai con cattive intenzioni e comunque rimanendo sempre trasparente. Nei limiti del possibile, certo.

Credo profondamente che alle persone debbano essere date delle possibilità di scelta. Tacere delle cose o mentire su altre riduce la conoscenza che si ha dei fatti e quindi anche la gamma stessa delle scelte.

A chi non è mai capitato di dire, una volta nella vita, “se avessi saputo mi sarei comportato diversamente”…

 

Per oggi, una nota di profondo disprezzo a tutti coloro che stanno passando di qui e che leggendo queste righe si sono sentiti tirati in causa (e sappiate che siete parecchi…).

 

Perché la regola di oggi è: “C’è sempre tempo per dimostrare di essere delle persone peggiori di quello che gli altri credono”.

 

E, soprattutto…le bugie forse non avranno le gambe corte, ma i contesti sociali ristretti giocano davvero dei brutti scherzi…
 
 
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